Tokyo
Per andare dal binario due al binario tre della stazione della metropolitana di Ginza, il quartiere dei negozi di lusso, nella zona sud est del centro di Tokyo, impiego a piedi quasi venti minuti. E' una stazione a tre, forse quattro piani sotterranei, piena di luci, ma nessuno riuscirebbe a perdersi, vista la precisione delle indicazioni.
Roma Termini può essere paragonata, mantenendosi molto generosi nei confronti della nostra cara vecchia stazione, all'ala ovest di questa stazione, in cui si succedono ristoranti e negozi tra i più svariati. E Ginza è una stazione di dimensioni direi modiche, per gli standard di Tokyo.
Ritornati in superficie la storia non cambia, se ti metti ad una estremità di qualunque attraversamento pedonale, non riesci a vedere a fianco a te dove finiscono le strisce. Non riusciresti neanche a vedere dove finiscono i grattacieli. Non riusciresti a vedere neanche dove iniziano, visto che più o meno qualunque grattacielo sprofonda per piani e piani sotto terra congiungendosi alla metropolitana che a sua volta sprofonda ancora più in basso.
Effettivamente i tokyoti sono tanti e ci voleva molto spazio, ma da quel poco che ne so è nella loro natura essere totalmente megalomani.
A Tokyo ci sono i Grandi magazzini più grandi del mondo, le scale mobili più lunghe del mondo, la copia della Tour Eiffel in rosso, ovviamente più alta dell'originale, come più estesa dell'originale è la copia del tetto della stazione di Milano nel quartiere di Ebisu. Ho visto un centro commerciale formato da quattro palazzi e all’interno di uno di questi ho visto un luna park e nel luna park dentro il palazzo c'erano le montagne russe, che ricapitolando erano in un luna park che era in un palazzo che era in un centro commerciale...
E la cosa che mi è subito venuta in mente è che il centro commerciale più grande al mondo è quello subito di fianco... Per le strade musica a volume più o meno alto non ti permette di fermarti un momento, e le luci delle insegne, forse un po' meno luminose di quelle di Hong Kong o Singapore, danno l'idea che ovunque sia sempre giorno. Ma quasi ad ogni isolato si possono trovare delle oasi felici, parchi e piccoli santuari poco illuminati ed entrando in una qualunque di queste piccole macchie verdi, provavo la stessa sensazione che provo quando esco da una discoteca. La musica è ovattata, sempre presente, ma meno invasiva, ed è leggermente più fresca l'aria che si respira.
Poggio le buste dei negozi per terra a fianco a me e seduto su una panchina con qualche amico faccio quello che qualunque europeo penso farebbe seduto su una panchina in un parco con qualche amico. Alzo la testa per vedere le stelle. Ma a Tokyo non se ne vedono, immersa com'è in una onnipresente aria densa, che sembra ovatta. Resta solo da aspettare che qualche giapponese se ne accorga, che non ci sono stelle a Tokyo, e in pochi giorni ne costruirebbero almeno venti o trenta, e sicuramente più grandi e luminose degli originali.
Cristian
Roma Termini può essere paragonata, mantenendosi molto generosi nei confronti della nostra cara vecchia stazione, all'ala ovest di questa stazione, in cui si succedono ristoranti e negozi tra i più svariati. E Ginza è una stazione di dimensioni direi modiche, per gli standard di Tokyo.
Ritornati in superficie la storia non cambia, se ti metti ad una estremità di qualunque attraversamento pedonale, non riesci a vedere a fianco a te dove finiscono le strisce. Non riusciresti neanche a vedere dove finiscono i grattacieli. Non riusciresti a vedere neanche dove iniziano, visto che più o meno qualunque grattacielo sprofonda per piani e piani sotto terra congiungendosi alla metropolitana che a sua volta sprofonda ancora più in basso.
Effettivamente i tokyoti sono tanti e ci voleva molto spazio, ma da quel poco che ne so è nella loro natura essere totalmente megalomani.
A Tokyo ci sono i Grandi magazzini più grandi del mondo, le scale mobili più lunghe del mondo, la copia della Tour Eiffel in rosso, ovviamente più alta dell'originale, come più estesa dell'originale è la copia del tetto della stazione di Milano nel quartiere di Ebisu. Ho visto un centro commerciale formato da quattro palazzi e all’interno di uno di questi ho visto un luna park e nel luna park dentro il palazzo c'erano le montagne russe, che ricapitolando erano in un luna park che era in un palazzo che era in un centro commerciale...
E la cosa che mi è subito venuta in mente è che il centro commerciale più grande al mondo è quello subito di fianco... Per le strade musica a volume più o meno alto non ti permette di fermarti un momento, e le luci delle insegne, forse un po' meno luminose di quelle di Hong Kong o Singapore, danno l'idea che ovunque sia sempre giorno. Ma quasi ad ogni isolato si possono trovare delle oasi felici, parchi e piccoli santuari poco illuminati ed entrando in una qualunque di queste piccole macchie verdi, provavo la stessa sensazione che provo quando esco da una discoteca. La musica è ovattata, sempre presente, ma meno invasiva, ed è leggermente più fresca l'aria che si respira.
Poggio le buste dei negozi per terra a fianco a me e seduto su una panchina con qualche amico faccio quello che qualunque europeo penso farebbe seduto su una panchina in un parco con qualche amico. Alzo la testa per vedere le stelle. Ma a Tokyo non se ne vedono, immersa com'è in una onnipresente aria densa, che sembra ovatta. Resta solo da aspettare che qualche giapponese se ne accorga, che non ci sono stelle a Tokyo, e in pochi giorni ne costruirebbero almeno venti o trenta, e sicuramente più grandi e luminose degli originali.
Cristian

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